LE MIE OPERE


Vederla morire

Vederla morire

(di Stephano Giacobini, ed. Spoon River)
Disponibile per l'acquisto su: Ibs, Bol, La Feltrinelli, Webster

Alla Gran Madre si celebra un matrimonio contrastato fra una giovane della media borghesia torinese e un ragazzo di famiglia operaia. Nel percorso fra la chiesa e il ristorante avviene un tragico incidente. Drammatica fatalità oppure omicidio premeditato?
Una storia oscura segue un dedalo di sotterranei che si dipana tra alchemici alambicchi di pseudoscienze; ma l'oscurità non è altro che il lato opposto del giorno e alla luce delle indagini della magistratura la morte di una giovane donna appare per quello che è.
Frammenti di verità emergono poco alla volta costantemente collegati con un angolo, un monumento o una via di una Torino sconosciuta agli stessi torinesi, e allora delinquenti di professione, operai e dirigenti Fiat, vecchi benpensanti e preti non allineati tornano a essere semplicemente ciò che sono: tessere di un puzzle di una Torino incredibilmente magica, caratterizzata da certezze e contraddizioni, stretta fra un passato glorioso e un futuro tutto da decifrare.


Dopo L'isola degli uomni superflui Giacobini torna con un nuovo romanzo che, per l'ambientazione e le motivazioni di fondo che muovono i personaggi, appare di un realismo quasi feroce, coinvolgendo il lettore fin dalle prime righe. Torino è la città dove tutto ha luogo, il denaro è ciò che sta dietro a tutto, o quasi.
Un inizio soft, con una storia d'amore contrastata e grandi ideali non devono però trarre in inganno perché, man mano che la vicenda si srotola attraverso le vie e le piazze torinesi, il ritmo narrativo diventa più elevato e l'intreccio apparentemente lineare inizia a svelare i segreti celati nelle sue pieghe.
Davvero Angelo Mistretta e don Vagnino nascondo qualcosa? Oppure è il padre della povera Clarissa ad avere qualche scheletro nell'armadio? La morte della giovane sposa è stata una pura fatalità oppure qualcuno aveva interesse a che ciò accadesse?
L'autore ci propone una serie di protagonisti all'apparenza irreprensibili, ma raramente le cose sono come appaiono e Vederla morire ce lo dimostra. L'unica protagonista fedele a se stessa è la città, Torino, che viene fuori dalle pagine di questo libro con la sua eleganza ma anche con i suoi vicoletti, con i monumenti e le sue fabbriche, con quella miscellanea di umanità che la contraddistingue. Attraverso la vicenda dei due giovani sposi, Giacobini ci parla, infatti, di tanto altro, regalandoci pillole di informazione che toccano l'arte ma anche i trascorsi della Fiat, i primi studi di antropologia criminale e le numerose chiese che arricchiscono la città, splendidamente descritta nei suoi angoli pittoreschi ma anche nei caotici mercati di Porta Palazzo.
Inutile citare l'accuratezza che contraddistingue gli aspetti legali presenti nel romanzo, tenuto conto che l'autore è anche avvocato penalista e che, grazie ad uno stile fluido e semplice, riesce ad affrontare tali temi senza appesantire minimamente la narrazione.
Un libro coinvolgente e scorrevole, che fa anche delle interessanti analisi sull'animo umano e su cosa spinge ad azioni spesso disperate; notevole il confronto tra i due padri, quello di Angelo e quello di Clarissa, che mostrano in pieno due aspetti opposti della barricata, due modi di vivere e di reagire, aspettative di vite diametralmente opposte.
Davvero un romanzo avvincente, ben scritto e ricco di suspense.
(recensione di Libri e recensioni)

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Video della presentazione del romanzo "Vederla morire" nel corso della rassegna
"Natale con un libro", 19 Dicembre 2012




L'Isola degli uomini superflui

Disponibile per l'acquisto su: Ibs, Bol, La Feltrinelli, Webster

In un angolo remoto della più grande foresta del pianeta un malavitoso e spietato uomo d'affari ha creato un vero e proprio luna-park della morte: l'Isola. Sborsando ingenti cifre, milionari di ogni parte del mondo possono accedervi per uccidere o torturare, impunemente, uomini all'uopo catturati e tenuti segregati. Vittime di tutto ciò sono gli Uomini Superflui, gente emarginata dalla società, poveri fra i poveri, la cui esistenza non ha alcun valore, se non quello di essere a disposizione di altri uomini che comprano la loro vita e la loro morte. Protagonista del romanzo è l'organizzatore delle sconvolgenti attrazioni dell'isola, il Capitano, braccio destro del creatore di quel folle luogo, uomo cinico e ambiguo che ha abbandonato il mondo civile per mettersi al servizio del male e della morte. Sarà l'intervento di una donna ad inceppare quella perfetta fabbrica di morte.
L'eterna lotta fra il bene e il male, considerata dal punto di vista di quest'ultimo, la loro reciproca interdipendenza, in un conflitto destinato a non vedere mai un vincitore.


Qual è il momento più importante della vita di un uomo, quello che dà valore all'intera esistenza? In un romanzo a tratti quasi splatter, l'autore prova a rispondere a questa domanda attraverso la voce del Capitano, enigmatico personaggio che ha cancellato qualsiasi emozione dalla propria vita.
E' lui il principale protagonista, colui che esegue gli ordini di Calver, proprietario del mortale parco dei divertimenti, senza discuterli e con totale freddezza. Il Capitano, infatti, non prova piacere nell'uccidere, non prova pietà né si sconvolge per le torture inflitte agli uomini superflui, semplicemente è indifferente a tutto e questa indifferenza è una delle cose che maggiormente colpisce.
In una base fuori dal mondo, dove uomini ormai senza alcuna speranza vengono tenuti in vita solo per essere utilizzati per il divertimento di ricchi e annoiati milionari, i giochi più atroci hanno luogo. Ma chi sono gli uomini superflui? Attratti sull'isola dal miraggio di una nuova vita, sono persone senza legami, ignorate dalla società, poveri che non hanno nulla e sono quindi pronti anche ad intraprendere un viaggio senza alcuna certezza, per una destinazione sconosciuta, con la sola speranza di migliorare la propria condizione... uomini già morti per la società, invisibili.
Mentre omicidi sempre più crudeli ed efferati si susseguono, Giacobini crea degli intermezzi interessanti che spaziano dalla critica alla società per le disparità sociali e per i problemi ambientali, alle belle descrizioni della natura, degli animali e delle loro caratteristiche; interessante anche il capitolo della partita a scacchi, che introduce alcuni elementi che si svilupperanno nei capitoli successivi.
Il romanzo è davvero ben scritto, scorrevole e ogni aspetto è illustrato con dovizia di particolari, che si tratti degli omicidi (con dettagli a volte raccapriccianti!) o degli aspetti tecnici, dell'ambiente o delle attrezzature. La narrazione sembra, a tratti, trasmettere poco pathos nonostante l'intensità delle scene; questo può forse dipendere dalla freddezza del protagonista, aspetto ben tratteggiato e che emerge con forza dalle parole dell'autore. A parte ciò, L'isola degli uomini superflui è di certo un romanzo intrigante, con un epilogo tutto da leggere!
(recensione di Libri e recensioni)

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RICONOSCIMENTI


Dicembre 2010

L'Isola degli Uomini Superflui è stato inserito dal sito Recensionelibro.it fra i dieci migliori romanzi di autori esordienti per il 2010.



Febbraio 2012


Con il racconto intitolato "Brindisi con l'assassino" Stephano Giacobini è stato inserito fra i vincitori della prima edizione del concorso letterario "IoRacconto", indetto dal blog "Il Giallista" in collaborazione con la casa editrice Rampa di Lancio Editore e Radio Invisibili.
Scarica qui il racconto vincitore del premio

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